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<APERTURA_SEDE>Aperta al pubblico tutto l'anno o alcuni mesi</APERTURA_SEDE>
<INDIRIZZO>Via del Museo  8</INDIRIZZO>
<LOCALITA>Castiglioncello</LOCALITA>
<COMUNE>Rosignano Marittimo</COMUNE>
<PROV>Livorno</PROV>
<GBEST>1614066</GBEST>
<GBNORD>4806457</GBNORD>
<TELEFONO>0586724288</TELEFONO>
<FAX>0586724286</FAX>
<EMAIL>museo@comune.rosignano.livorno.it</EMAIL>
<NUMEROSALE>1</NUMEROSALE>
<MQCHIUSO>35.0</MQCHIUSO>
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<ACCESSIBILITA_ALCHIUSO>Assenza barriere architettoniche|Deroga barriere architettoniche|Servizi igienici|Servizi igienici per diversamente abili</ACCESSIBILITA_ALCHIUSO>
<COPERTURA_ACCESSI_ALCHIUSO>Parziale|Si|No|No</COPERTURA_ACCESSI_ALCHIUSO>
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<NOME>MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI CASTIGLIONCELLO </NOME>
<IDIMMAGINE>12957</IDIMMAGINE>
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<TIPOLOGIA>Museo</TIPOLOGIA>
<CAT_PREVALENTE>Archeologia</CAT_PREVALENTE>
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<SPECIALIZZAZIONE_SECONDARIA>NULL</SPECIALIZZAZIONE_SECONDARIA>
<PAGINAWEB>http://polomusealetoscana.beniculturali.it/index.php?it/146/istituti-e-luoghi-della-cultura </PAGINAWEB>
<SITOWEB></SITOWEB>
<DESCRIZIONE>Pionieristica esperienza di decentramento museale, il Museo Archeologico di Castiglioncello fu realizzato nel 1914 da Luigi Adriano Milani per raccogliere i corredi tombali di un'ampia necropoli etrusca (IV - I secolo a.C.), rinvenuta durante i lavori di urbanizzazione di Castiglioncello tra il 1903 e il 1911. Edificato a forma di urnetta funeraria etrusca, il Museo sorge sulla sommità di un poggetto immerso nella macchia mediterranea, da cui si gode una splendida vista sul mare. Dopo un lento declino, il Museo venne chiuso nel 1972 e l'intera collezione trasferita al Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Oggetto di un'accurato restauro ad opera della Soprintendenza e del Comune ha riaperto i suoi battenti con la collezione originaria e un allestimento completamente rinnovato.</DESCRIZIONE>
<ANNO_APERTURA>2011</ANNO_APERTURA>
<DATA_AGGIORNAMENTO>19-12-2023</DATA_AGGIORNAMENTO>
<ORARIOAPERTURA>luglio e agosto aperto dal martedì alla domenica  ore 17.30- 20.00; negli altri mesi aperto su prenotazione per scolaresche e gruppi di almeno 3 persone</ORARIOAPERTURA>
<INGRESSO>Bigliettazione: totalmente gratuito</INGRESSO>
<NOTETARIFFA>gratuito</NOTETARIFFA>
<NUMEROSEDI>1</NUMEROSEDI>
<STORIASEDI>L'edificio che ospita il Museo venne appositamente costruito dall'architetto Giuseppe Castellucci dell'Ufficio Regionale dei Monumenti di Firenze, cui Milani stesso fornì come modello un'urna fittile di età ellenistica a forma di tempietto, arricchita da elementi decorativi ripresi da forme templari etrusche (Luni, Talamone). Edificato su un terreno espressamente donato dal barone Fausto Lazzaro Patrone, il Museo venne realizzato grazie ad una sottoscrizione pubblica cui contribuirono il Comune e alcuni notabili del luogo.</STORIASEDI>
<NOTE_ACCESSIBILITA>In museo è parzialmente accessibile per i portatori di handicap motori, ci sono alcuni scalini in ingresso.</NOTE_ACCESSIBILITA>
<NOTE_DISABILI></NOTE_DISABILI>
<UTENZA>Adulti|Anziani|Bambini|Giovani|Ragazzi</UTENZA>
<TARIFFE_UTENZA>Gratuito|Gratuito|Gratuito|Gratuito|Gratuito</TARIFFE_UTENZA>
<PREZZI_UTENZA>0|0|0|0|0</PREZZI_UTENZA>
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<SCONTI_EDUMUSEI>NULL</SCONTI_EDUMUSEI>
<OGGETTIRILIEVO>I corredi funerari, tutti di medio alta qualità, sono in genere abbastanza uniformi e caratterizzati da vasellame da mensa (di ceramica o più raramente di bronzo) ed oggetti legati al sesso e al ruolo sociale del defunto (armi per gli uomini, monili e oggitti da toilette per le donne). Alcune tombe tuttavia superano nettamente la media delle altre sepolture per numero e qualità dei materiali. E' il caso della tomba XXV che ha restituito numerosi vasi in bronzo di notevole fattura. Particolarmente pregevole l'urna funeraria volterrana in alabastro di Velia Cerinei sul cui coperchio è raffigurata la defunta, riccamente adornata, con in mano un ventaglio e una malograna, semirecumbente e sulla cassa il rapimento di Elena.  Si Segnalano infine anche due steli in marmo con raffigurazione di guerrieri in armi.</OGGETTIRILIEVO>
<STORIACOLLEZIONI>Il Museo raccoglie i reperti dell'ampia necropoli etrusca (fine IV - I secolo a.C.) rinvenuta nel promontorio di Castiglioncello nel corso degli importanti lavori di urbanizzazione del centro degli inzi del 900'. A seguito di alcune segnalazioni, Milani condusse una prima campagna di scavi governativi nell'area dell'attuale Piazza della Vittoria e dell'adiacente parco del Castello Patrone (oggi Pasquini) nel 1903. Gli ulteriori rinvenimenti effettuati negli anni successivi durante la costruzione della ferrovia ed il rischio di trafugamenti portarono ad una seconda campagna di scavo tra il 1905 e il 1908. Sono inoltre conservati alcuni reperti (pesi di telaio, ceramica a vernice nera, pesi in piombo, monete) provenienti dall'area su cui sorge il Museo e probabilmente riferibili ad un edificio templare, come lo stesso Milani aveva ipotizzato.</STORIACOLLEZIONI>
<OGGETTICONSERVATI>1568</OGGETTICONSERVATI>
<OGGETTIESPOSTI>732</OGGETTIESPOSTI>
<MATERIALI>Armi|Reperti archeologici|Reperti etruschi|Reperti fittili|Reperti metallici|Urne e sarcofaghi</MATERIALI>
<DISCIPLINE>Archeologia classica</DISCIPLINE>
<IDDOC_CATALOGO>135</IDDOC_CATALOGO>
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<IDSISTEMI_MUSEALI>Rete archeologica provincia di Livorno</IDSISTEMI_MUSEALI>
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